Biometano

biometano

Il biometano inserito come gas sostitutivo o integrativo nelle reti del gas naturale costituisce una via importante per il conseguimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto (e successivi) per il contrasto ai cambiamenti climatici. L’uso del biometano, sia esso prodotto da biomasse coltivate allo scopo o da biomasse generate come scarto delle attività umane, riduce l’impiego di combustibili fossili e contrasta l’emissione di gas serra provenienti dal degrado di sostanze organiche per fermentazione non controllata.
Secondo la Legge N°62 del 18 aprile 2005 e il Decreto Legislativo n°28 del 3 marzo 2011, norme con cui l’ordinamento nazionale recepisce le Direttive Europee 55/2003/CE e 28/2009/CE, è necessario garantire che i gas prodotti da fermentazione o processi termochimici ed i gas di altra origine abbiano un accesso non discriminatorio alle reti di trasposto e distribuzione. Tale accesso deve essere costantemente conforme alle normative tecniche e alle norme di sicurezza pertinenti, insieme al trasporto, convoglio, accumulo ed uso finale degli stessi gas interessati. La norma sopracitata quindi concerne le norme tecniche e le migliori pratiche (best practice) da applicare al biometano prodotto per l’immissione nelle reti di trasporto e distribuzione del gas naturale ed agli impianti d’immissione di biometano nelle reti di trasporto e distribuzione del gas naturale.

La norma UNI EN 16723-1:2016 e la norma UNI/TR 11537:2016, sull’immissione di biometano nelle reti di trasporto e distribuzione di gas naturale, prevedono l’analisi del gas biometano ai fini dimostrativi delle caratteristiche chimiche ed energetiche del gas secondo quanto indicato nell’art. 6 della norma vigente. Il biometano può essere usato come gas aggiuntivo o sostitutivo solo se conforme alle giuste prescrizioni legali contestualizzate per la rete considerata.

Si riporta uno schema semplificato di impianto di upgrading.
A partire dalla produzione del biogas, segue la fase di purificazione o upgrading, già produzione del biometano. Si hanno poi gli impianti di consegna e misura, laddove per misura si intende la misura fiscale, gestiti dal produttore. Seguono gli impianti di ricezione e immissione (cabina REMI), di competenza del gestore di rete, presso cui è anche eventualmente presente un impianto per l’odorizzazione.

 

1 – Schema semplificato impianto upgrading e posizionamento strumenti

 

 

biometanoSistema di analisi del biometano per metodo gascromatografico

fusion qualità biometanoMicro GC FUSION è un sistema modulare composto da due, tre o quattro moduli, ognuno dei quali è un micro gascromatografo indipendente. In particolare, si tratta di un micro GC progettato appositamente per l’analisi dei gas costituiti da idrocarburi leggeri (<C8 o COV), a partire da pochi ppm a livelli percentuali.
Micro GC FUSION è in grado di condurre in maniera precisa e rapida tutte le analisi richieste dalla normativa; inoltre, fornisce la possibilità di svolgere ulteriori ma necessarie analisi per la valutazione complessiva della conformità del biometano, oltre quelle direttamente menzionate dalla normativa. Come già detto, perché il biometano sia conforme per l’immissione in rete, è indispensabile (in base alle specifiche della rete) che sia efficacemente odorizzato, il che significa che nel gas deve essere diluito un quantitativo adeguato di odorizzante, come stabilito dalla norma UNI 7133. Tuttavia, nel biometano sono naturalmente presenti delle sostanze, dette interferenti, che sono in grado di modificare la percezione dell’odorizzante o addirittura annullarla, quali ad esempio alcuni terpeni e chetoni. Dunque, per garantire pienamente la conformità del biometano, è necessario avere sotto controllo i livelli di micro inquinanti (H2S e COS) e delle sostanze interferenti potenzialmente presenti nel gas.

 

Di seguito sono riportati alcuni risultati analitici del Micro GC FUSION configurato per la qualità del biometano:

 

a-pinene p-cymene limonene MEK
Cromatogramma interferenti completo